Chiara ancora furiosa, e bloccata a pecora sul pavimento, stava tentando sempre più inutilmente di resistere a quel piacere che le cresceva dentro. Ma la fica si stava cominciando a bagnare, e il piacere stava diventando troppo intenso. Non riuscì più a non rendere palese il suo godimento.

 “Ahaa! Mmmmmm”. Daniele prese il clitoride fra le labbra, lo mordicchiò e lo succhiò.

 “Nooo, nooo. Così no” si lamentò. Non voleva o non era più abituata a tanto piacere. Chiara non pensava che potesse ritrovarsi soggiogata in quella situazione. sottomessa al piacere che il suo cameriere la stava costringendo a provare. Non pensava che potesse accadere? 

“Ah, ah, ahooo. Si, si”. Si sollevò sui gomiti così curiosa e sbalordita come se si fosse dimenticata che si potesse godere in questo modo. 

“Ohoo, basta, bastaaa” gridava sobbalzando più volte col viso sconvolto. Daniele continuava a leccare il clitoride, rigido, e a muovere il dito dentro la fica ormai gocciolante. Chiara stava per avere un orgasmo. Il piacere della fica le stava pervadendo tutto il corpo, si sentiva calda, rossa in viso, i capezzoli turgidi per il godimento. Il suo corpo non viveva quell’esperienza da così troppo tempo, che Chiara si chiese come aveva fatto a vivere senza per due anni. Ma adesso si stava completamente abbandonando a Daniele, e adesso aspettava con ansia quel piacere. Ma proprio sul più bello Daniele si fermo. Chiara restò ad un passo dall’orgasmo, ormai super eccitata. Sentì che Daniele si stava alzando e lo vide andare davanti a lei. Il ragazzo senza dire nulla aiutò Chiara a rialzarsi, e la fece sedere su una sedia lì vicino. Poi si posizionò giusto davanti la faccia della sua titolare, ancora rossa in volto, e si abbassò i pantaloni, mostrandole il suo cazzo duro. Chiara confusa, ammirò quel cazzo attonita. Quel pezzo di carne eretto, pulsava verso di lei. Da quanto tempo non prendeva un cazzo…?

“Te la faccio pagare” disse Chiara poco convinta.

“Ah si? Pensavo ti stesse piacendo. Sbaglio o stavi quasi per venire. “Chiara arrossì e girò la testa.

” Non sai da quanto tempo voglio scoparti e anche tu so che vuoi scopare. Lo sai che ti ho sborrato nei cappuccini?”

 Lei rialzo la testa verso di lui sorpresa. “Hai bevuto la mia sborra, perché tu mi fai eccitare da matti.”

Chiara riprese a fissare quel cazzo pulsante. La sua fica era bagnata e calda. Chiara era ancora troppo eccitata. Non riusciva ad essere lucida. “Lo vuoi il mio cazzo?” Così dicendo Daniele se lo prese in mano e lentamente prese a menarselo. Prese la mano di Chiara nel tentativo di portarla sul cazzo. Lei fece resistenza; lui si avvicinò ulteriormente nel tentativo di strofinarglielo in faccia; lei stessa lo prese ma con l’intenzione di stopparlo e di non farlo avvicinare ancora. Si ritrovò col cazzo in pugno. Alzava e abbassava lo sguardo da lui al cazzo e dal cazzo a lui. Chiara sentiva l’odore di quel cazzo duro. Lo voleva. Istintivamente prese a fare su e giù con la mano e il suo volto divenne voglioso e libidinoso. Daniele le sfilò la maglietta, intenta com’era a manipolare il cazzo, non ci fece quasi caso e se la fece sfilare. Era ammaliata dal suo pene e continuò a manipolarlo mentre Daniele si spogliava completamente. Poi si abbassò su di lei e le tolse il reggiseno. Le strizzò i capezzoli turgidi.

“Ahia, coglione!” protesto lei smettendo di maneggiare il cazzo. 

Daniele la guardò e fissandola negli occhi le disse: “Lo vuoi il mio cazzo? Vuoi sentire il cazzo del tuo cameriere dentro la figa?” Chiara distolse di nuovo lo sguardo, cercando di fare la sostenuta.

“Lo vuoi il cazzo?!” A quel punto Chiara cedette 

” Si… lo voglio. Voglio il tuo cazzo” Chiara era sempre seduta davanti a Daniele che era in piedi. Allora il ragazzo le afferrò i capelli dalla cresta, e le disse:

“Apri la bocca, troia!”

La sua titolare, lentamente aprì le labbra, e accolse il cazzo che le venne spinto in bocca. Un pezzo di carne pulsante che le entrava in bocca. Era una sensazione che non ricordava più, ma cui si abbandono molto velocemente, iniziando a leccare come una vera affamata di cazzo. Poi Daniele glielo sfilo dalla bocca, glielo fece ammirare, annusare, leccare. Le mani di lei presero ad accarezzare morbidamente i testicoli pieni, mentre la lingua prese a percorrere, in modo certosino, il cazzo del suo cameriere, dalla base dell’asta alla punta del glande ormai gonfio. Una…due…tre…infinite volte… lentamente. Daniele la osservava, lei spompinava. A partire da quel cazzo eretto che si ergeva sul suo viso. Chiara pazientemente riprese a leccarlo, scese a leccare le palle, mentre ora le mani accarezzavano piano tutta la superficie del cazzo. Un lentissimo movimento. “Succhia, ora!” – le disse Daniele. “Si…” deglutì. Le labbra abbandonarono per un attimo lo scroto, salirono rapidamente fino alla cappella e la iniziarono ad avvolgere. Chiara si sorprese quando sentì entrare il cazzo di Daniele dentro la sua gola, fino in fondo.
Lui le tirava i capelli, per farle sentire il suo controllo, e per farglielo ingoiare tutto “Succhia ancora”. Daniele si godeva la sua brava titolare al servizio del suo cazzo. La teneva per la testa, seduta al cospetto del suo membro duro. La osservava: aveva un viso sereno, mentre la sua testa faceva su e giù da brava cagna. Forse lei si sentiva soggiogata da lui? Si sentiva obbligata a farlo godere dopo tanta attesa, e dopo l’assalto sessuale che lei aveva subito? Daniele era soddisfatto del bel pompino che stava ricevendo dalla sua titolare, ma ora voleva di più. La prese dalle braccia e la fece alzare, le tirò giù i pantaloni e si sdraiò sul pavimento trascinandola con sé. Era su di lui, il contatto e il calore dei loro corpi la fecero sospirare di piacere. Le sue tette strusciavano sul suo petto, il suo cazzo fra le sue cosce e le sue mani ad accarezzarle le spalle e la schiena. Gemeva; la sua bocca era proprio sulla sua; tirò fuori la lingua, la guardò e la prese in bocca succhiandola. Daniele andò con le mani sul suo culo, palpò fortemente e poi, allargandole le chiappe, lei allargò le cosce, muovendosi, il cazzo trovò la strada giusta e scivolò dentro la sua fica fradicia di umori. Daniele dovette spingere, perché nonostante fosse bagnata era una fica stretta. Spinse con energia e piano piano si fece strada, con grande goduria di tutti e due.

“Ohoo. Ahii, piano” sussurrò muovendosi per cercare la posizione giusta. Ricercò la sua bocca e questa volta fu lei a ficcare la lingua dentro Daniele. Pur trovandosi sotto Daniele prese a muoversi. 

“Ahaa, ahaaaa!” gemette dentro la mia bocca. 

“Ti piace eh! Troia. Te lo gusti?” Staccò la bocca dalla mia e si abbandonò sulla sua spalla. 

“Si, siii! Adoro il tuo cazzo” 

“Muoviti, gustatelo tu a modo tuo, come piace a te”. Chiara prese a muovere il bacino e a gemere in continuazione finché il suo respiro non si fece ancora più affannoso. 

“Stai godendo, vero?”

 “Si, si” sussurrò al suo orecchio. Prese ad agitarsi e cercò la mia bocca. 

“Mmmm, mmmmmmm” gemeva mentre le lingue si intrecciavano freneticamente. Al che Daniele cercò di ficcarle un dito nel culo.

 “Noo, così no. Toglilo, non mi piaceee. Ahaaa” disse staccando la bocca e sollevandosi sulle mani. Venne leggermente su nel tentativo di liberarsi dal dito, e così facendo Daniele si ritrovò le tette davanti al viso, e prese a leccarle furiosamente. Poi finalmente Chiara venne. Un orgasmo infinito e tanto atteso. Poi, placatasi un po, per costringere Daniele a sfilarle il dito dal culo si alzò dritta sul busto ma col cazzo ancora dentro la fica. “Sei un porco degenerato” 

“Però te lo gusti il mio cazzo. Muoviti, muoviti che godi ancora. Guarda ce l’hai tutto dentro la fica il mio cazzo”

“Che modo di parlare”. Però, Chiara volle vedere la sua fica riempita, e chinò la testa nel tentativo di guardare.

 “Mmm” “Ti piace? Te lo godi?”

 “Sii”. Daniele la tirò giù e, con mossa repentina, si capovolsero: lei sotto con le gambe ripiegate e lui in mezzo a chiavarla. Faccia a faccia, sul pavimento della cucina, scoparono come animali per un pò. Chiara ebbe un altro orgasmo, mentre Daniele continuava a trattenersi, dallo sborrare, ma non dal martellare. Si stacco dalla fica e si posizionò seduto di fronte alla fica di Chiara, le prese i piedi nudi, se li avvolse attorno al cazzo e le ordino:

“Segami con i piedi adesso.” Chiara non aveva mai fatto una cosa del genere, ma eseguì anche quest’ennesimo ordine sessuale, si mise a sedere anche lei e aiutandosi con le mani, mosse i piedi sopra e sotto sul cazzo duro di Daniele, alternava sguardi al cazzo e sguardi rivolti verso di lui. Era completamente sottomessa ormai. Chiara non era brava, come la sua fidanzata, ma quel modo così intimo e perverso, di farsi segare dalla sua titolare, lo aveva eccitato al punto critico, si mise di scatto in piedi, prese per i capelli Chiara, le spinse il cazzo in gola, e le esplose dentro un fiotto di sperma lunghissimo e selvaggio. Daniele gemette mentre teneva per i capelli la sua titolare, che si ritrovo a bere una quantità incredibile di sborra. Chiara esausta, si distese a terra. Aveva bevuto tutto e stava riprendendo fiato. Non vide che Daniele, che si era svuotato fino all’ultima goccia di sperma, voleva svuotarsi anche la vescica. Distesa a terra ad occhi chiusi, la pioggia di pipì la sorprese completamente. Apri gli occhi giusto qualche secondo per rendersi conto che Daniele le stava pisciando addosso, dai piedi alla testa. Una pioggia liberatoria. Bagnata fradicia d piscio, non ci fu il tempo di parlare di quello che era appena successo. Erano quasi le 19 e tra poco sarebbero tornati gli altri, per il turno della cena. Andarono a risistemarsi e con grosso ritardo si rividero verso le 20 a servizio già iniziato. I due lavorarono normalmente durante la serata anche se entrambe pensavano continuamente a ciò che era successo il pomeriggio. Poi verso le 22 Chiara venne chiamata da Daniele nello spogliatoio. Non appena Chiara entrò vide Daniele che si stava masturbando. Non ebbe l tempo di dire nulla perché Daniele prendendola per i capelli, la tirò a terra, giusto in tempo per l’eiaculazione del cameriere che sborro sui capelli della sua titolare. Chiara colta di sorpresa si mise la mano in testa, e si accorse che aveva sperma sulla cresta e sui lati, dove aveva i capelli rasati. Incazzata guardò Daniele, ma questi, si rimise il pantalone e torno in sala trascinando Chiara per un braccio. A quel punto una famiglia seduta ad un tavolo si alzò per andarsene, ed essendo amici di Chiara andarono a salutarla. Tutti si accorsero del liquido che le colava dalla testa.

“E’ solo gel” commentò imbarazzatissima Chiara, mentre Daniele la osservava soddisfatto dal fondo della sala.

Thomas T.

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