Per la società sono un pervertito. Le ragazzine mi chiamano vecchio porco malato. Mi piace molestare le ragazze in metro. Lì è più semplice quanto più eccitante. Ogni giorno ci sono così tante persone, così tanti volti nuovi, così tanti corpi diversi e eccitanti. Amo soprattutto le milf prosperose e vogliose di cazzo. Glielo leggo negli occhi quanta voglia hanno. Adoro anche le scolarette indifese. Quelle vergini ancor di più anche se oggigiorno è difficile trovarle. Direi che sono una perla rara e questo rende tutto ancora più arrapante. Sono le 7:00, orario migliore per vedere le ragazzine, che si dirigono a scuola, salire. Già ho il cazzo duro. Vedo una tipetta interessante, minuta ma fatta bene. Dalla sua divisa capisco che la sua scuola dista a 20 minuti da qui. Mi avvicino e man mano che le persone, nel vagone, aumentano mi ritrovo con il pacco sul suo culo. Mi inizio a strusciare ma lei non si muove. Le metto la mano sotto la gonna ma lei me la mantiene, dice che non vuole ma so che non è vero. Le sposto la mano e con l’altra mi metto a testare quant’è bagnata. Lo sapevo! Anche lei è desiderosa di scopare. Le metto due dita nella fica e la esploro. Lei si appoggia alla sbarra del treno e inizia a strusciare il clitoride, mentre io le struscio il cazzo sul culo. La Intanto le tappo la bocca con una mano per non farla urlare. Con l’altra mano le tocco un capezzolo ormai durissimo. Come mi eccitano queste piccolette porche. Ecco la sua fermata, le vengo sulle mutande. Si ricompone per uscire, come se nulla fosse. Probabilmente si ecciterà di nuovo pensando al mio cazzo. Mi risiedo e aspetto la prossima fermata. Ecco che sale una milf tettona. La faccio accomodare al mio posto e lei ingenuamente mi ringrazia. Dopo poco si addormenta e il ragazzo accanto le fissa costantemente le tette.

– Perché non gliele tocchi?

Il ragazzo mi guarda imbarazzato per essere stato colto in flagranza.

– Guarda, si fa così.

Inizio a sfiorarle un capezzolo, poi entrambi. La troia non indossa il reggiseno e le si intravedono molto bene. Il ragazzo mi osserva e mi segue palpandole il seno. Io prendo il cazzo e mi sego. Poi glielo avvicino alla mano, glielo faccio impugnare e inizio a farla muovere su e giù, il ragazzo mi segue e poi  si sveglia. Non le do nemmeno il tempo di capire che già le tappo la bocca con l’altra mano.

– Fai la brava che lo so che ti piacciono i nostri cazzi in mano.  Purtroppo è l’ultima fermata e mi tocca venirle sulle tette. Schizziamo entrambi sulla sua maglia e poi mi ricompongo. Il ragazzo si abbottona i pantaloni anche lui, si volta verso di me e mi ringrazia. Scendiamo entrambi dal treno mentre la donna resta ancora lì, impietrita e sporca di sperma. È ora di cambiare direzione.

Mad Queen

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