Era notte da molte ore ormai ed il silenzio invadeva l’appartamento. La via era abbastanza lontana dalla strada da impedire al suono delle auto di disturbare il sonno della piccola famiglia. Eppure, mentre mamma e papà sognavano, Sofia fissava il soffitto pensierosa. Non era molto stanca, nonostante la lunga giornata estiva trascorsa a giocare e la doccia rinfrescante che le faceva ancora profumare la pelle liscia ed abbronzata. I capelli mori ed arricciati erano leggermente bagnati e fornivano proprio quel fresco che, di solito, le inebriava la mente fino a farla sognare.

Ciò che pensava, però, non poteva farla dormire. Era servita una disattenzione, probabilmente del papà, e la sua curiosità aveva fatto il resto. Il mattino le era capitato di utilizzare il PC portatile e di trovarlo aperto su un sito per adulti. Inizialmente spaventata, non aveva potuto perdere l’occasione e si era fatta coraggio per vedere, senza audio, ogni singola immagine. Non aveva ancora idea, nonostante le allusioni ed i doppi sensi dei suoi amici, di come funzionasse davvero quando due persone facevano sesso. Ed ora era lì e poteva vedere tutto ciò che desiderava. Vedeva finalmente un uomo giovane, di appena 20 anni, sebbene per lei fossero tanti, completamente nudo mentre toccava una ragazza come lei in modi che non era mai riuscita ad immaginare. 

Era estate, ma un vento fresco spazzava il suo corpo disteso sul letto e ne rapiva il calore. Adesso era più che mai piacevole perché la sua temperatura saliva a causa dei brutti pensieri e dei cattivi ricordi del mattino. Aveva solo una canottiera leggera addosso a coprirla, eppure non poté fare a meno di scoprire il suo busto, leggermente sudato. Il cuore le batteva un po’ più forte, lo sentiva anche senza l’aiuto della mano destra che, appoggiata sul petto, si era scontrata con l’umidità ed il caldo che emanava. Il seno non era ancora troppo pronunciato, ma già ne si potevano apprezzare le curve leggere ed attraenti. Non era abbastanza a rinfrescarla, così decise di togliere anche l’intimo e rimanere completamente nuda. 

Non aiutò: sebbene senza vestiti avesse sempre patito il freddo, adesso sembrava che il suo corpo dovesse perdere strati di pelle e carne per potersi raffreddare. Anzi, proprio una volta nuda, il contatto con le lenzuola ed il vento fresco, le avevano procurato sensazioni nuove ed attraenti che non la aiutavano per niente. Passò le mani sul suo corpo percependo che un leggero tremore lo percorreva. Dal seno, distrattamente accarezzato, un deciso impulso elettrico la fece trasalire. Si bloccò. Tornò sui suoi passi con la mano, accarezzo di nuovo i contorni del seno destro e percepì qualcosa di sconosciuto in lontananza. La mano sinistra aveva già raggiunto il proprio seno, i polpastrelli accarezzavano le sue forme da entrambe le parti. Era leggero, ma un formicolio piacevole cresceva in lei ogni istante che i suoi polpastrelli la stuzzicavano. Provò ad essere più lenta, poi più veloce, poi cominciò a disegnare cerchi sempre più piccoli attorno ai capezzoli. 

Percepiva la sensazione diventare più gradevole e forte, ma tentava di resisterle ad ogni cerchio disegnato, non più per paura o vergogna, ma per timore di perdere una sfumatura di quel piacere. Ma la mente annebbiata non poteva misurare bene i diametri ormai e non passarono molti istanti prima di raggiungere il centro. Non dovette pensare, l’istinto le fece stringere con le dita i seni, pizzicandoli con forza . Non sentì dolore, ma il fiato le si strozzò in gola ed i muscoli si fecero rigidi. Si rilassò a fatica cercando un sorso d’aria. 

Ora il suo corpo era pregno di calore e la testa si era staccata dal mondo circostante. Non aveva mai fatto qualcosa del genere, ma il suo istinto sapeva come muoversi e le immagini che aveva visto le passavano davanti agli occhi come istruzioni illustrate. La mano destra raggiunse il pube e l’indice incise delicatamente le labbra come la sottile buccia di un frutto. Il succo uscì abbondante mentre un brivido piacevole la accarezzava e faceva tremare. Portò il dito umido davanti agli occhi e ammirò alla penombra, mescolando con il pollice, la sua viscosità. 

Era sola, la casa dormiva e poteva dedicarsi al piacere del proprio corpo. Con un tocco maldestro ed inesperto cominciò ad esplorarsi. La mano sinistra accarezzava i seni , i fianchi ed il suo sedere. La mano destra torno a toccare in mezzo alle gambe. Sentì, forse per la prima volta, la forma delle labbra, il piacere di accarezzarle e massaggiare, quanto il suo tocco potesse farla trasalire cambiando semplicemente un grammo di pressione. La mente si alleggeriva e concentrava, i gesti diventavano ogni secondo più precisi. Il piacere aumentava ed il desiderio con esso. Non pensava e non sapeva a cosa sarebbe accaduto se avesse continuato, la mente era troppo distratta e chiedeva semplicemente un po’ di più, un po’ di più. Il respiro si appesantiva, la mano destra diventava veloce e violenta, la sinistra quasi le stava strappando il seno sinistro con la sua presa. Girava attorno al suo obiettivo da troppo, la paura di ciò che non aveva mai fatto l’aveva trattenuta fino a quel momento. Ma lo desiderava, lo voleva e non poteva godere di più di così se non faceva quel passo. Aprì gli occhi che aveva serrato, prese un respiro di coraggio e si penetrò, per la prima volta, con il dito indice. 

Le pareti umide non le fecero provare alcun dolore mentre entrava a fondo. Soffocò i suoni che uscivano dalla sua bocca per paura di venir sentita, ma non rallentò i suoi momenti mentre il dito era entrato al massimo delle sue possibilità ed aveva iniziato a muoverlo. Le gambe erano larghe, il bacino sollevato che spingeva in avanti, il dito entrava e tornava indietro strisciando sulle pareti. I sospiri dovevano essere uccisi dalla mano sinistra attaccata alla bocca. Il piacere aumentava ancora e si espandeva nel corpo. Lo percepiva come un tremore sul sedere, sulla pancia bianca e snella, sui seni che ora erano terribilmente sensibili, sulle gambe, il collo e nella mente annebbiata. 

Muoveva frenetica le dita, con disperazione, e dopo un minuto intenso, arrivò un gran calore che la bloccò. Un’onda di calore partì dal suo centro, gli spasmi presero il controllo di lei, ed il piacere più intenso mai provato spinse fuori dalla sua bocca un grido animale. Chiuse gli occhi, il suo corpo la dominava, non aveva il controllo di quel momento così bello e spaventoso. Passavano i secondi e gli spasmi si facevano più tenui, la mente si rilassava ed il suo corpo giaceva immobile e nudo, bagnato dai suoi umori e da sottili gocce di sudore.

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