Seduto sulla sua poltrona di pelle nel suo studio, il preside Amedeo P***ti, osservava annoiato il tablet poggiato davanti a sé, sulla sua scrivania.

Il tablet proiettava le immagini di 3 mini-telecamere a circuito chiuso, nascoste nel bagno delle ragazze: due mini-camere si trovavano sopra ognuno dei due water e la terza riprendeva lo spazio comune con i lavandini. Ormai da mesi il preside, con la collaborazione di un bidello fidato aveva montato le 3 telecamere per spiare le studentesse, e godersi lo spettacolo dei loro corpi adolescenziali seminudi, intente ad espletare i loro bisogni fisiologici. Uno show che si trasmetteva solo sul suo tablet, vietatissimo e delinquenziale, visto che per una cosa del genere si rischiava di finire in cella. Ma lui aveva alle spalle una lunga ed onorabile carriera e una vasta schiera di amici e conoscenti influentissimi, tale da farlo sentire intoccabile. Perciò, fregandosene dei rischi, ormai sessantenne, aveva deciso di dedicarsi, spudoratamente, anima e corpo all’unica cosa che a lui realmente interessava: la fica.

Aveva ormai memorizzato le studentesse degne di nota, quelle più carine con il corpo che lui trovava più eccitante. Vi aveva dedicato litri di sperma chiuso nel suo studio, da solo a masturbarsi ma con un paio di loro, era riuscito nell’intento di possederle realmente, piegandole alla sua brama sessuale.

Ora però guardando il tablet, non sentiva più alcun tipo di tensione erotica nello spiare quelle giovani fanciulle, e nemmeno nell’ascoltare i loro pettegolezzi, le loro avventure sessuali adolescenziali mentre fumano sigarette di straforo, discorsi che tanto lo avevano incuriosito all’inizio.

Bussarono alla porta.

Seccato, il preside ripose il tablet nel cassetto e chiuse a chiave, pregò il disturbatore di entrare e quando la porta si aprì, l’animo annoiato e scuro di Amedeo, venne irradiato da un raggio di sole. Una ragazza splendida era entrata nel suo ufficio, una studentessa che non aveva mai visto e che emanava un’aurea assolutamente insolita di eleganza, di altezzosa compostezza e di infinita bellezza.

La ragazza era si chiamava Eleonora, frequentava l’ultimo anno e si rivolgeva a lui perché voleva informarsi circa la possibilità d’assentarsi per alcuni giorni da scuola nel periodo di maggio per un’occasione speciale: il suo matrimonio.

Nonostante la giovanissima età, la ragazza di lì a qualche mese si sarebbe sposata, ma era preoccupata che i giorni di assenza che avrebbe fatto, avrebbero potuto in qualche modo influire sul suo voto finale.

Ma assolutamente Eleonora cara, non doveva preoccuparsi, nel suo istituto nessuno sarebbe stato penalizzato per l’assenza dovuta ad un’occasione così speciale, e poi ponendo alcune domande alla ragazza, si capiva che era una studentessa modello, pronta a diplomarsi col massimo dei voti per rendere orgogliosa la propria famiglia ed il futuro sposo. Una studentessa lodevole ed una ragazza di sani principi, con questo sorriso così candido, puro, ed uno sguardo che ti conquista, dolce e sensuale allo stesso tempo. Il corpo poi, anche se privo di forme prometteva bene, vestito di quegli abitati firmati, col pantalone stretto ed il maglioncino che le copriva un busto esile ma sinuoso.

Certo ora Eleonora doveva tornare in classe, però il preside le aveva assicurato che poteva stare tranquilla, ci avrebbe pensato lui a lei.

A proposito, in quale classe andava Eleonora, perché lui nei bagni al secondo piano, pensava, non l’aveva mai vista, e infatti Eleonora andava nell’unica quinta del primo piano. Benissimo, arrivederci cara Elisabetta e auguri se non dovessimo rivederci prima del tuo matrimonio.

Ma Amedeo stava già meditando di rivedere Elisabetta molto presto.

Circa due settimane dopo il primo incontro con Elisabetta, il preside la fece richiamare, per discutere privatamente, senza dare altre spiegazioni.

L’appuntamento era alle 15, quando la scuola era vuota.

Eleonora varcò la porta, ed entrò in ufficio, salutando educatamente. Il preside seduto alla poltrona la fece entrare con educazione, ma senza sorrisi, assumendo un’espressione seriosa ed aspra. Indossava un jeans stretto, che le risaltava il culo piccolo ma tondo, ed un maglioncino.

” Si segga signorina La R***a. L’ho convocata qui per una questione molto delicata. Vorrei che ora osservasse queste immagini, con me.”

Il preside accese la tv che si trovava sul lato del suo ufficio, e fece partire un breve filmato, ottenuto grazie alle telecamere che aveva fatto spostare al primo piano, per poter spiare Eleonora nei bagni. Dopo sole due settimane di registrazione, e dopo aver visionato ore di filmati, il colpo di fortuna. Una mattina Eleonora era andata in bagno, e dopo aver evacuato, si stava pulendo con la carta, che nel gesto di buttare nel water, aveva fatto cadere casualmente per terra. Eleonora era rimasta li qualche secondo a guardare la carta sporca a terra, indecisa se tentare di riprenderla oppure no. Ma poi l’aveva lasciata lì e se ne era andata.

Amedeo premette play sul telecomando e si gustò lo show, sul viso della ragazza. Prima lo stupore per quelle immagini all’inizio indecifrabili, poi l’imbarazzo assoluto sul volto della giovane studentessa, che si riconosceva entrare nel bagno mentre si calava i pantaloni si sedeva sul water della scuola, e poi dopo un po’ si rialzava mostrando il suo ventre nudo mentre si puliva, e poi faceva cadere a terra la carta, per poi andare via.

Premette Stop.

Restò in silenzio per qualche istante, con sguardo serio, ad osservare quella studentessa rimasta ancora a fissare lo schermo buio della tv sulla quale era appena stata trasmessa, per circa un minuto e mezzo, una scena incredibilmente umiliante per lei. Mostrata semi nuda, mentre defecava e poi sporcava, anche se per sbaglio, il bagno della scuola.

Ma che significava quel filmato registrato di nascosto.

“Signorina La R***a, mi rendo conto che ora sia sorpresa nel vedere questo filmato, ma sapesse come ne sono rimasto sorpreso io nel vedere una delle nostre migliori studentesse, nell’atto d’insudiciare il nostro istituto. È qualcosa che mi sarei aspettato da altri ma non da lei. Un gesto così irrispettoso nei confronti della scuola, del personale Ata, delle sue compagne che si trovano a dover usufruire di bagni resi inutilizzabili dalla sua inciviltà. Tutto questo è decisamente intollerante.”

Eleonora si era finalmente voltata verso il preside, le cui parole non avevano fatto altro che aumentare la sua confusione e la sua umiliazione. Il preside la stava accusando di essere una teppista? Ma lei non capiva perché c’era quella registrazione, chi l’aveva filmata, perché il preside aveva quelle immagini, e gliele aveva mostrate senza vergogna come fosse una cosa normale. Eleonora non era in grado di ragionare, perché troppo piena di dubbi e di domande.

Ed è proprio quando la vittima è stordita che bisogna attaccare a testa bassa. E il preside continuò ad attaccare.

“Signorina La R***a, mi dispiace informarla che ci sono tutte le condizioni per sospenderla e bocciarla. Inoltre, temo che il consiglio, dovrà decidere se ci siano anche le condizioni per un’espulsione dall’istituto.”

Sospensione, bocciatura ed espulsione. Eleonora, incapace di parlare, fissava incredula il preside ascoltando quelle parole per lei allucinanti.

La sua vita già perfettamente programmata, con il matrimonio, poi gli esami di stato e la partenza per il viaggio di nozze, adesso vacillavano con un rischio di sospensione, bocciatura e addirittura espulsione. Ma questa sarebbe stata una vergogna pazzesca, per la sua famiglia e quella di Cristian, il suo futuro marito, conosciuta da tutti come una delle famiglie più facoltose delle città, visto che il futuro suocero di Eleonora, era ministro. Ma con che faccia si sarebbe sposata, con tutti gli invitati che avrebbero saputo che era stata bocciata da scuola come una qualsiasi teppista. Ma tutto ciò era assolutamente ingiusto e assurdo.

Il preside riprese ad incalzare senza dar modo di pensare alla sua vittima sacrificale:” Mi dispiace averle dovuto mostrare questo filmato, ma deve considerare che se dovesse venire sospesa, come quasi sicuramente accadrà, il filmato verrà anche visto dal consiglio, che in base alle immagini e all’atto vandalico da lei commesso, deciderà per un eventuale bocciatura ed espulsione.”

“No per piacere signor preside… io… io non volevo buttarla per terra quella carta, mi è solo scivolata, e poi ero solo un po’ schifata nel raccoglierla. La prego! Io non posso essere sospesa… ma perché? Per piacere mi scusi… mi perdoni… Non può farmi vedere ad altri, in bagno con i pantaloni calati. Preside la scongiuro. Io mi devo sposare con Cristian e… e. per piacere preside…” adesso Eleonora aveva iniziato a piangere. Mentre si ascoltava parlare ed elencare la sequenza di drammi che si stavano per abbattere sulla sua vita perfetta, di giovane ragazza già prossima al matrimonio, con la cerimonia già organizzata dopo mesi di preparazione, nel ristorante più esclusivo di tutta la provincia, iniziava a realizzare cosa sarebbe potuto accadere, e le lacrime cominciarono a scendere sul viso della bella studentessa.

E quando la preda, dopo essere stata stordita, cade a terra, allora è quello il momento di azzannare.

“Mi dispiace signorina, ma io non posso tollerare certi episodi nella mia scuola. Da parte mia ci sarà la massima severità nei suoi confronti. Domani mattina verranno avviate le pratiche di sospensione. Le consiglio di avvertire già i suoi genitori dell’accaduto, così si prepareranno a ricevere la spiacevole notizia. Li avverta anche, che quasi sicuramente verrà bocciata ed espulsa dall’istituto”

A mani giunte, come una cristiana che si rivolge a Dio come ultima possibilità, Eleonora poggiata con i gomiti sulla scrivania, col bel visino disperato e piangente, cominciò a pregare il preside di salvarla: “Noo… per piacere signor preside non mi faccia questo. Non è giusto… io non ho fatto niente di male… è stato solo uno sbaglio, non volevo sporcare la scuola… la scongiuro non mi rovini la vita…per piacere farò qualsiasi cosa preside… per piacere non mi faccia questo…” piangeva disperata la povera Eleonora che a mani giunte guardava il preside, il quale con freddezza studiata osservava la ragazza davanti a sé senza batter ciglio.

“La scongiuro preside… farò qualsiasi cosa per farmi perdonare…” Eleonora presa dalla disperazione, pronunciò quelle parole quasi senza darci peso, ma furono le parole che la fecero definitivamente cadere nella trappola.

Il preside, lentamente si alzò, liberando la poltrona dalla sua ingombrante mole, e girò attorno la scrivania, seguito dallo sguardo supplichevole di Eleonora. “Sei disposta a fare quindi, qualsiasi cosa? Accetterai davvero di fare qualsiasi cosa per non farti sospendere?”

La ragazza, colto forse uno spiraglio per uscire da quella drammatica situazione, rispose subito di si, che era pentita e disposta a fare qualsiasi cosa, senza immaginare cosa intendesse il preside per quel “qualsiasi”.

Così finalmente il suo piano era quasi giunto al termine.

 Il collo della preda inerme, si trovava già fra i suoi denti, bisognava solo serrare la mascella per il colpo di grazia.

“Bene Eleonora, tu farai quello che ti dico, e io perdonerò il tuo atto vandalico, la registrazione che ti ho mostrato verrà cancellata così tu continuerai la tua vita serenamente, sposandoti e superando brillantemente gli esami. Oppure ti rifiuterai di fare quello che ti dico, domani verranno avviate le pratiche di sospensione, il video di te che fai la cacca e butti la carta a terra, verrà visto da altri insegnanti, tu verrai bocciata e anche espulsa.”

Il timore che la sua vita perfetta potesse venire rovinata per un pezzo di carta igienica caduta a terra, era una cosa troppo assurda per lei, Elisabetta La R***a, da sempre una delle ragazze più brave a scuola, futura sposa del suo bellissimo Cristian, la cui famiglia benestante si aspettava di ricevere in casa una ragazza seria e responsabile, come lei si sentiva di essere, o come almeno voleva apparire agli occhi di tutti.

Scrutando però il preside, che lei non conosceva che di vista, quando lo incrociava per i corridoi della scuola, o sentendo ciò che comunemente si diceva a scuola di lui, un uomo serio e a volte severo, scrutandolo ora da vicino, percepiva nei suoi occhi qualcosa di oscuro, un lato della sua persona che nessuno nella scuola conosceva.

E poi il modo in cui aveva sottolineato il “qualsiasi cosa” era ambiguo. Troppo ambiguo. Cominciò a balenare nella testa della giovane e bella studentessa, il timore di trovarsi con uno di quei vecchi che si eccitano con le ragazzine. Ma Eleonora era troppo scossa per pensare lucidamente. Era successo tutto in pochi minuti: il video, lei mezza nuda, la carta buttata a terra, il rischio di sospensione, e bocciatura. Era caduta nel panico in poco tempo. Non poteva dire di no alla possibilità di liberarsi dell’improvviso rischio di essere bocciata, proprio adesso che doveva iniziare la sua vita da donna, sposata con il ragazzo dei suoi sogni.

“Farò tutto preside…”

Zac. La trappola si era chiusa. La mandibola del predatore aveva serrato i denti nella gola della preda.

Thomas T.

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