Finalmente è il 24 dicembre e c’è l’evento che aspettavo da ben 20 giorni! La cena con tutta la famiglia! E sapete chi c’è? La mia cuginetta preferita! Cavolo, sono così entusiasta! Potrò passare tutta la sera a giocare con la Giorgia (è il suo nome) nella sua grandissima cameretta piena di giochi. Dovete sapere che gli zii hanno una casa davvero tanto grande, è una villa! Loro hanno tanti soldi e fanno sempre dei regali molto belli a tutti noi cugini, ma soprattutto a Giorgia, che è la loro figlia. Che bello!  Ora sono le sette e mezza, sono in macchina e guardo dal finestrino, si vede la bellissimissima villa illuminata di Giorgia. Siamo arrivati. Entriamo in casa e subito corro via, non saluto nessuno dei tantissimi zii e parenti che ci sono, cerco subito Giorgia, voglio essere la prima che saluterà. Eccola, l’ho trovata, è lì in piedi davanti al tavolo con un bicchiere di succo in mano. Corro verso di lei a braccia aperte con un sorriso da guancia a guancia. Mentre mi avvicino osservo che ha una faccia davvero annoiata. «Giorgggia!» esclamo correndo verso di lei. La mia cuginetta si gira non capendo subito da dove provenga la voce poi mi vede e mi sorride. Apre le braccia e appena sono vicina mi abbraccia prendendomi in braccio. «La mia cuginetta preferita! Ti stavo proprio aspettando sai?» mi dice stampandomi un bacio sulla guancia. Io la stringo forte, poi mi mette giù e mi prende per manina. «Questa festa è così noiosa, per fortuna che sei arrivata tu Clara. Facciamo un giretto?» quelle parole mi riempiono di gioia. Annuisco e andiamo nel corridoio con le scale a chiocciola. Giochiamo alle principesse per un’ora intera, facciamo finta di essere salvate da degli eroici cavalieri, in mondi fatati. In una villa come questa poi, sembra davvero di essere in un castello! «Sono un po’ stanca. Andiamo a giocare in cameretta?» Mi chiede lei. Mi mette sulle spalle e saliamo le scale fino alla sua camera. Entriamo, e come sempre, rimango attonita davanti alla bellezza di quella stanza. È piena di giochi rosa e viola, pupazzi, insomma il paradiso! Giorgia chiude a chiave la porta, le chiedo «perché la chiudi a chiave?» e lei «così i parenti non vengono a disturbare i nostri giochi…no?» Capisco, è proprio furba mia cugina, così la guardo sorridendo. Lei mi guarda per un po’ mentre raccoglie un pupazzo dal tappeto peloso. Sono seduta anch’io per terra e sono impaziente di sapere a cosa giocheremo. «Facciamo le principesse?» chiedo, quel gioco mi piace proprio tanto. Giorgia si siede davanti a me a gamba incrociate e mi guarda mentre accarezza il peluche a forma di delfino. «Beh…ecco..» mi fa ad un certo punto alzando lo sguardo verso di me. La guardo perplessa. «Ah, scusa Clara, ma io con te alle principesse non riesco più a giocarci.» dice con tono annoiato e infastidito. La guardo ferita nel profondo. «P-perché?!» le chiedo quasi piangente. Abbiamo sempre giocato alle principesse, e anche prima, perché adesso non vuole più giocare con me? Lei mi guarda storto. «Vedi… Clara…» dice continuando ad accarezzare il delfino. «Tu non vai bene come principessa.» conclude. Mi vengono le lacrime agli occhi e sento un tuffo al cuore. Che cosa?! «Perché??» le chiedo io assolutamente dispiaciuta. Lei mi guarda storcendo la testa di lato. Sospira «Beh…mi dispiace dirtelo…ma un cavaliere non verrebbe mai a salvarti…» «Perché!?» contesto. «Beh…» si avvicina al mio orecchio guardando che il delfino e gli altri pupazzi non la sentano. «Perché tu non sapresti mai soddisfare un uomo…» mi dice piano. Un altro tuffo al cuore…cosa significa quello che mi ha appena detto? «E… e come si fa… questa cosa?» chiedo guardando in basso cercando di non sentirmi troppo inutile e per non farle vedere che ci sono rimasta male. Mia cugina mi prende il viso tra le mani e lo alza in modo da potermi guardare in faccia. «È semplice cara la mia cuginetta…bisogna allenarsi…tu non sei allenata.» Allenarsi per… soddisfare un uomo? La guardo confusa, non capisco. «Agli uomini, e ai cavalieri soprattutto, piacciono le principesse che li rendono felici…e tu non sapresti mai farlo, nessun uomo ti amerà mai, e non sarai mai una regina.» Nessun cavaliere mi amerà mai? «Niente…felici e contenti?» chiedo mentre una lacrima mi scende sulla guancia. «No Clara…non per te.» risponde seccamente guardandomi negli occhi. Mi accarezza i capelli e mi fissa. Il suo sguardo mi fa sentire una brutta persona, mi scende un’altra lacrima. Io credo a Giorgia, lei è grande, sa come funzionano queste cose. Lei mi vede piangere, allora sorride e decide di consolarmi. «Ma no dai, non devi piangere! Te l’ho detto perché ci tengo a te…voglio aiutarti.» Che buona che è mia cugina, è sempre pronta ad aiutarmi. Sorrido e torno contenta. Giorgia toglie le mani dal mio viso e sorride in modo strano. «Ora, devi fare tutto quello che ti dico ok? E se non ce la fai…beh…nessuno ti amerà mai.» quelle parole un po’ mi spaventano. Non vedo l’ora di imparare ma…se non ce la faccio…davvero nessuno mi sposerà mai? «Cosa devo fare?» le chiedo impaziente. Giorgia si accarezza la lunga coda di cavallo e se la sistema dietro la schiena. «Stai ferma…» dice e poi si avvicina alla mia faccia. È così vicina e… mi bacia. Sono un po’ sorpresa, stavo per cadere all’indietro, ma sono ancora seduta sul tappeto. È strano. Mia cugina sta muovendo le labbra aprendole e chiudendole sulle mie. Non so cosa fare, questa situazione non mi piace. Fa questi movimenti lenti con la bocca, poi si stacca un poco e mi dice di fare come lei. Io sono titubante, ma quando torna a baciarmi muovo anch’io la bocca come fa lei. Sento che sospira un “brava così piccola” mentre continua a baciarmi, poi ad un certo punto sento che la sua lingua entra dentro la mia bocca. Spalanco per un momento gli occhi e alzo le braccia per la sorpresa “cosa sta facendo?” mi chiedo ma non riesco ad allontanarmi, ho paura di deluderla. Sento le mani di Giorgia che mi avvolgono il busto e mi afferrano saldamente. Non capisco cosa stia succedendo. Lei però non smette di baciarmi, anzi continua con gran foga. Mi stacco da lei «Giorgia io…» mi fulmina con lo sguardo. «Tu cosa…non ti senti all’altezza?» Mi sento male. «no no…non è niente…» dico a disagio. Continuiamo a baciarci per un po’. Mi sento davvero a disagio, spero che come dimostrazione le basti, che smetta di mettere la lingua dentro la mia bocca. Ad un certo punto mi prende in braccio, e smette di baciarmi. Finalmente. Ma non è finita. Si dirige verso il bagno della sua camera con me in braccio e mi mette seduta sopra il lavandino. «G-giorgia così mi bagno…» lei mi guarda delusa «Le brave principesse lo fanno tutte.» io la guardo confusa. Di cosa sta parlando? Cosa lo fanno tutte? Ho paura, non mi piace questa situazione. Con molto coraggio sussurro un «C-cosa lo fanno tutte?» stringendo spaventata le braccia di mia cugina. Lei mi guarda dallo specchio. «Lavarsi la patatina.» Mi fa lei come se le avessi chiesto la cosa più normale del mondo. Io non capisco, ma non mi sento affatto a mio agio. Sono seduta dentro un lavandino rivolta verso lo specchio, con mia cugina in piedi dietro. Ad un certo punto prende i bordi del mio vestitino e me lo tira via spogliandomi. «Giorgia io ho paura.» mi lascio scappare ma da sotto il vestito non riesce a sentirmi. Poi mi toglie la canottiera accarezzandomi il petto, poi scende con le mani e mi toglie anche le mutandine. Sono completamente nuda, istintivamente chiudo le gambe, ho freddo. «M-ma…» non faccio in tempo a dire niente che lei afferra le mie caviglie e mi allarga le gambe. «Non ti preoccupare Clara.» mi dice e poi apre il rubinetto. Il getto parte molto forte, e ancora non capisco cosa voglia fare mia cugina ma voglio andare via da lì. Lei allora mi fa scivolare verso il getto d’acqua e poi, AH, sento il getto d’acqua calda che scorre forte sulla mia patatina. Inizio a tremare, mi fa male, fastidio e sento una sensazione stranissima in mezzo alle gambe, ma che non mi piace per niente. Inizio a dimenarmi e a protestare, ma mia cugina mi tiene ferme le caviglie, mi fa tenere le gambe completamente divaricate mentre il getto d’acqua veloce mi batte lì e mi brucia. Mi vengono le lacrime e inizio a protestare urlando, cerco di allontanarmi dal getto ma non cu riesco. Mia cugina inizia a darmi dei baci sul collo «È bello vero…quello si chiama Clitoride ed è una parte molto piacevole» mi sussurrandomi all’orecchio e poi leccandolo. Ma io proprio non ce la faccio, è orribile, mi sento tremare tutta e stringo forte le braccia a mia cugina. Ad un certo punto guardo avanti, e dallo specchio vedo la sua espressione divertita. Mi sta guardando davvero divertendosi, e mi metto a piangere perché non capisco perché mi stia facendo questo. Mi fa sempre più male e continuo a gridare sperando smetta «Basta ti prego, ti prego, ti prego» urlo. Ad un certo punto non sento più il getto d’acqua bruciarmi e mia cugina mi prende in braccio e mi sdraia sul tappetino del bagno. Continuo a piangere guardandola, cosa vuole farmi adesso? Inizia a darmi dei bacini sul petto, poi continua sui miei capezzoli. Io continuo a piangere, davvero non capisco perché mi stia facendo queste cose. Poi abbassa la testa e mi divarica di nuovo le gambe. Mette la bocca lì in mezzo e inizia a baciarmi, succhiarmi, leccarmi. «perché, basta…» protesto, ma invece di smettere lei mi tappa la bocca. Continua a succhiare, mi tremano le gambe. Ad un certo punto mi prende di nuovo in braccio e mi porta di là. Sto tremando tantissimo e mentre sono in braccio a lei la stringo forte tremando terrorizzata. Spero che abbia finito. Mi sdraia sul letto. Poi va a cercare qualcosa nel suo scaffale. Io di istinto scendo giù dal letto e corro inciampando verso la porta, piangendo disperata, tiro la porta, è chiusa a chiave. Mi giro e mia cugina è ancora lì che cerca qualcosa. Piango e corro verso l’armadio lo apro e mi ci nascondo dietro. Continuo a piangere ma mi tappo la bocca per non fare rumore. Non voglio più fare quelle cose con lei. Non mi amerà mai nessuno. Nessuno mi sposerà, mia cugina mi odierà per esserle scappata così. Rimango lì un po’, poi mi ricordo come lei voleva solo aiutarmi… allora dubbiosa esco fuori… non voglio che tutti smettano di amarmi. Lei è lì davanti alla porta dell’armadio. «G-giorgia…io…io non ce la faccio…non mi amerà nessuno adesso, scusa! Scusa ma non mi piace questo gioco!» le cado fra le braccia piangendo disperata, mi sento una schifezza, inutile e cattiva. Giorgia mi abbraccia dolcemente. «Shh… non ti devi preoccupare…sei davvero» sono così contenta di sentire queste parole ma non riesco a smettere di piangere. Giorgia ad un certo punto si alza tenendomi in braccia «va tutto bene…ma non abbiamo ancora finito». A quelle parole mi si gela il sangue nelle vene. Inizio a pregarla di nuovo, ma lei continua a rassicurarmi e dirmi che va tutto bene e che ci divertiremo. Mi mette sul letto e si allunga per prendere una cosa appoggiata lì vicino. Mi mette delle cose di metallo ai polsi, mentre io mi dimeno e protesto e poi le fa girare intorno alla testata del letto. Non riesco a scappare. Sto piangendo tantissimo. Lei ad un certo punto si spoglia e torna a baciarmi in mezzo alle gambe mentre io mi dimeno. Nel mentre vedo che si sta toccando anche lei lì in mezzo e sospira sonoramente «si…così soddisferai piano un uomo…sei proprio brava…» Continua a dire, ma io mi sento proprio cattiva. Si mette seduta e continua a toccarsi mentre mi guarda sorridendo e sospirando. Poi con l’altra mano inizia ad accarezzarmi la patatina. Poi si mette un dito in bocca e sorride. «Ora arriva il bello» dice. Voglio sparire, non ce la faccio più, perché mia cugina mi sta facendo queste brutte cose. Con il dito bagnato di saliva scende nella parte bassa della mia patatina e inizia a premere. Fa malissimo. Più male del getto veloce. «Fa male! basta!» le dico ma non mi ascolta. Lo sento dentro di me. Sempre più dentro. E fa male, fa davvero tanto male. Continuo a urlare, ma sembra che nessuno senta fuori. Inizia a fare avanti e indietro con quel dito ed è come se mi stesse picchiando dentro il corpo. Mi fa malissimo, brucia, non voglio. Poi lo tira fuori e mi guarda. Spero ancora che abbia finito ma ormai mi si è spento il cervello, sto pensando solo al dolore. Lei mi prende e mi gira a gattoni. Io ormai non contesto più, perché lei non mi sente, basterebbe sentire la sua voce e la sua faccia, non gliene frega niente. Guardo avanti verso il muro. Non voglio vedere cosa sta per fare. Tremo, piango, urlo piangendo. Sento qualcos’altro entrarmi dentro e mia cugina che si sdraia sulla mia schiena. Mi sussurra «Questo ti piacerà ancora di più» io abbasso la testa e piango. Va avanti per un po’, che spinge avanti e indietro. Nel mentre cerco di non pensarci anche se fa male e piango. Fisso a terra, dove prima aveva lasciato il peluche del delfino. Lui sarà pure di peluche, Giorgia giocandoci sicuramente l’avrà tirato e lanciato in aria, ma sono sicura che non gli ha mai fatto le brutte cose che sta facendo a me. Poi ad un certo punto mia cugina si ferma sospirando sonoramente. Mi toglie quella roba da dentro. Io mi siedo traumatizzata. Lei mi dà qualche bacio sulla guancia e mi abbraccia mentre io non rispondo più a nessuno stimolo. «Tu sì che sei una brava principessa! Ora andiamo rivestiamoci…è ora di scambiarsi i regali…» dice e mi toglie quelle robe di metallo. Mi veste e mi asciuga le lacrime. Usciamo dalla stanza.

Quella sera non riuscivo ad essere felice durante lo scambio dei regali. Fissavo mia cugina che riceveva il suo regalo, con il cervello spento. Come sempre, Giorgia aveva ricevuto un bellissimo regalo dai suoi genitori. Poi gli zii si avvicinano a me, e mi danno il mio regalo. Lo scarto. Guardo Giorgia che mi sorride e viene ad abbracciarmi, mentre tengo in mano il mio regalo: un bellissimo peluche a forma di delfino.

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