Mia madre Giulia, 51 anni di bell’aspetto, è una persona modello. Brava casalinga, amorevole moglie e mamma esemplare. È una donna che nel tempo libero guarda la tv, ma che si dedica anche alla lettura di romanzi, scritti dagli autori più letti del momento. Con mio padre si concedono poche uscite, qualche passeggiata, poche cene fuori, e rarissimi viaggi. Sono una coppia che tende a risparmiare soldi per il futuro dei loro figli. Mia mamma non fuma  e raramente si concede un bicchiere di vino. Insomma una donna normale, moderata nel modo di essere e nello stile di vita. Lo scorso giugno, però è accaduto qualcosa di inusuale. Era un giovedì mattino, quando mamma e papà hanno litigato e subito dopo papà è partito per un viaggio di lavoro per una settimana. Non era sua intenzione litigare, ma lasciò la mamma in un forte stato di turbamento e confusione. Io sono Marco, ho 25 anni, studio all’università, vivo a casa con i miei, ed ho una sorella più grandi me. Mia sorella convive col suo fidanzato già da un anno, quindi ero da solo con la mamma. Ero all’università quando è avvenuto il litigio, sono tornato a casa verso le 19 e la mamma era in salotto a fare una cosa che non le avevo mai visto fare: stava bevendo della Vodka. Dopo cena ha ricominciato a bere di nuovo. Sono andato nella mia stanza per studiare, ma verso le 10 di sera l’ho sentita passare davanti alla mia stanza, barcollante. Ascoltai in attesa che arrivasse nella sua stanza, ma d’un tratto la sentii cadere ed io andai ad aiutarla, la portai in camera sua e la adagiai sul suo letto. Ritornai nella mia stanza, un po’ scosso dall’assurda situazione, mentre lei giaceva semi-svenuta. Quando finii di studiare, andai a fare una doccia, controllando prima la mamma. Era ancora fuori, così le misi una coperta e andai a farmi la doccia. Finito di lavarmi, tornai nella mia stanza, ma entrando nel mio letto, sentii mamma alzarsi e chiamare mio padre: “Vittorio… Vittorio dove sei?” Il tono della sua voce era quello di una persona completamente ubriaca e priva di ragionevolezza, cosi decisi di uscire dal letto e andare nella sua stanza per controllare. Entrando nella sua stanza la trovai nuda, seduta per terra, ai piedi del letto, con i suoi grandi seni penzolanti e la testa poggiata indietro, sul letto. Guardandomi mi disse: “Vittorio…portami nella doccia.. ho bisogno.. ho bisogno di lavarmi..” .Le risposi che papà era via per un viaggio, e che lei doveva andarsene immediatamente a dormire. Provai ad alzare la voce, ma la situazione insolita mi creava un grosso disagio, e non riuscivo ad impormi. Non avevo mai visto mia mamma in questo stato , e se me l’avessero raccontato non avrei mai creduto che si potesse ridurre così. Ripetei ancora di alzarsi e mettersi a letto, ma lei continuava a volere che papà l’accompagnasse in doccia. Continuava a pensare che fossi lui, quindi decisi che se le avessi lavato la schiena sarebbe stata felice e poi sarebbe tornata a letto e avrebbe dormito. Decisi di spogliarmi per non bagnarmi il pigiama ed entrai nella doccia, dopo averla sorretta per raggiungere il bagno. Iniziai a strofinarle la schiena, lentamente, insaponandola con cura. Era per me una situazione assurda, perché mi trovavo nudo con mia mamma ubriaca nella doccia e la stavo lavando, non potendo fare a meno di osservare il suo corpo e il suo culo ancora tondo, nonostante l’età. Certo le mie coetanee avevano dei corpi magri e snelli, ma più guardavo mia mamma, e più la preferivo alle altre. Mia mamma non era grassa, aveva solo una leggera pancetta, invidiabile alla sua età, belle gambe da potersi permettere ancora d’indossare una gonna senza sfigurare, un bel culo tondo e morbido, e poi la sua parte migliore, una quinta di seno che stava ancora sù. Iniziai ad avere un erezione, cosi decisi che era giunto il momento di porre fine a quella scandalosa situazione, quando vedo mia mamma, voltarsi verso di me, e scivolare a terra in ginocchio con il viso di fronte al mio cazzo eretto. Resto immobile non sapendo cosa fare, ma dopo pochi istanti sento la bocca di mia mamma ubriaca che inizia a succhiarmi il cazzo. Mi rendo conto che è una cosa sbagliata, ma sono troppo eccitato per interromperla e mi godo il suo lavoro di bocca, per pochi minuti. La lascio fare. Lascio che mia mamma succhi il cazzo di suo figlio. Muove la testa in avanti e indietro in maniera un po’ goffa, ma visto quanto è ubriaca, è già tanto se non ha perso i sensi. Mi godo il suo pompino per pochi minuti, fino a che non vengo e la sento prima avere un accenno di tosse, poi mi accorgo che prende a bere tutto il mio sperma. “Adesso tocca a te leccarmela…” mi sento dire da mia mamma mentre si adagia sul piatto della doccia spalancando le gambe di fronte a me, con le labbra ancora bagnate dallo sperma di suo figlio. Mi spinge la faccia contro la sua fica e comincio a leccargliela, non sapendo ancora se si rende conto che non sono mio padre. Gode abbastanza in fretta e la sento godere per la prima volta in tutta la mia vita. Ormai stravolta dal godimento e soprattutto dall’alcool, riesce a malapena a rialzarsi con il mio aiuto, e ancora bagnati dalla doccia mi conduce nella sua stanza. Resto in silenzio, mentre si adagia supina sul letto, dandomi il suo bel culo, e l’ascolto eccitato mentre sussurra: “Adesso.. mettimelo… mettimelo dentro..”. L’idea di scopare mia mamma, non mi era mai passata per la testa, ma adesso, cosi nuda e priva di lucidità, con il suo corpo formoso e ancora desiderabile, mi aveva convinto ad esaudire il suo desiderio. Così, consapevole di aver infranto ogni tabù, decisi di possederla, scopandola da dietro, mescolando i miei gemiti di piacere con i suoi, scopando il ventre che mi aveva dato la vita, e stringendo i grossi seni che mi hanno nutrito, le vengo dentro. Restai a giacere nel letto di fianco a lei, senza chiudere occhio, e al sorgere del sole tornai nella mia stanza per prepararmi e andare all’università. Quando tornai a casa per pranzo, mia madre si comportò normalmente, ed io che non feci alcun cenno alla sera precedente, non seppi mai se mia mamma ubriaca si era resa conto di essersi fatta scopare da suo figlio, oppure no.

Thomas T.

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